Silenzio a Torino, una casa, la libertà e altre cose ovvie

dicembre 3, 2007 at 10:30 pm (Uncategorized) (, )

C’è un silenzio che è un piacere intorno a me. Caterina la mia neovicina mi ha supplicato di abbassare la musica che dopo il TFF è stravolta. Comprendo la stanchezza da cultura e spengo del tutto lo stereo mentre stendo l’ennesima lavatrice. Fatto i piatti. Lontano dall’ordine e lontano dal caos galleggio nel silenzio. Di questa città strana. Di caterina che dorme (sì, in realtà la parete che divide il mio soggiorno dalla sua stanza e tanto sottile da far sembrare il tutto un open space sonoro). Di questi miei pensieri un pò ammaccati e di nuovo circolanti.

Una buona giornata questa in cui il lavoro ingrana. Nessun intoppo importante. Palestra nella norma. In casi come questo ci si mette in discussione: è una legge, per me, di assoluta precisione. Al momento in cui tutto si assopisce e il silenzio mi parla di me e lo fa con straordinario vigore.

Il sole di oggi di Torino. Ho amato e odiato questa città. Sono sentimenti che prescindono dalle cose, dai palazzi e anche dalle persone. Mi accorgo che questa città rappresenta un qualcosa di speciale per me. Forse l’indipendenza. Forse il rifugio, il mio rifugio. Sicuramente la libertà. Il mio bisogno più grande.

Torino mi salvava dallo spavento della morte e dall’orrore della malattia anni fa. Mi seduceva dalla stranezza della sua gente e delle sue prospettiva. La neve di alcune mattine su corso casale con io, romano, in bicicletta e su corso casale sempre io con le lacrime agli occhi cercando di racimolare i brandelli della mia storia con Davide.

E poi quegli incontri senza un filo conduttore, i miei affetti lontani, la libertà che se vuota non appaga anzi diluisce i pensieri e i gesti, ne fa pastelli inadatti alla vita e alla passione. Ho odiato questa città.

Ora ritorno a sentirla. Mi incuriosisce e questo mi fa capire il mio bisogno di libertà.

Può un luogo rappresentare tanto e può il cangiante rimando alle risate delle persone o all’odore della neve dirmi come sto dentro? Ammetto che è possibile. Torino ora è una casa. Proprio dopo mesi di trascuratezza. Proprio quando ho allontanato i vecchi amici. Mi comincia a mancare il risveglio in certi we.

Mi chiedo se questa libertà-Torino è un qualcosa a cui saprò rinunciare e se questo è giusto. Il silenzio tutto intorno mi sussurra all’orecchio ma io non capisco.

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